1. La John Snellinberg Film è un collettivo toscano attivo nella produzione di film, documentari e videoclip.
    Nel 2009 il Collettivo Snellinberg realizza un primo lungometraggio a bassissimo costo, La Banda del Brasiliano, totalmente autoprodotto, che raccoglie consensi ed attenzione da parte della critica e del pubblico (con una settantina di proiezioni in tutta Italia ed un premio vinto al Festival del Cinema di Lodi come miglior Opera Prima). Nel 2010 è distribuito in dvd, con ottimi risultati, sotto il marchio CG Home Video, ed è successivamente acquistato da Rai Movie.
    Il secondo film del collettivo, Sogni di Gloria (Daydreaming) ha vinto il premio come miglior film italiano all’ultimo Rome Independent Film Festival e come miglior film e miglior montaggio al 47° Worldfest International Film Festival di Houston, è uscito il 15 maggio 2014 nelle sale ed è attualmente nel palinsesto di Infinity, Amazon (Us) e Eurochannel per il resto del mondo.
    Hanno parlato de La Banda del Brasiliano e di Sogni di Gloria: Corriere della Sera, Repubblica, L'Unità, Il Messaggero, Vanity Fair, Filmtv, Nocturno, Raitre, Radio Deejay, Radiodue, Radiotre, Radio 101 . Sogni di Gloria ha aperto, unico film italiano in rassegna, il 24° European Union Film Festival a Pechino e il IV Chinese Film Festival di Pisa ed è stato proiettato all’ultimo Virginia Film Festival.

    • ... su Sogni di gloria ...

    • "È efficace la raffigurazione di una Toscana profonda lontana dalle abituali coordinate cinematografiche ed è encomiabile il tentativo di raccontare il presente senza il qualunquismo di superficie di tante commedie italiane."
      P. Mereghetti Dizionario dei film
    • “Si partecipa convinti… Una sfilata di facce inclini spesso alla caricatura più gioiosa, psicologie attente, immagini suggestive. Lodi a parte, prioritarie per Monni e Colangeli. Sempre rimpiangendo il primo."
      G. L. Rondi Il tempo
    • "Il collettivo pratese di filmmaker mette a segno un film a episodi che si riallaccia alla commedia toscana"
      A. M. Pasetti, Ciak
    • “Una commedia acidula e divertente”
      M. Porro, Corriere della Sera.
    • “Curioso esempio di realismo fantastico molto cinephile, un Kaurismaki toscano”
      M. Giusti, Dagospia
    • “Originalità e battute caustiche”
      R. Escobar, Espresso
    • “Pochi soldi, idee ricche e chiare. Alcune inquadrature danno prova di grande virtuosità, muovono l’immagine come in genere non si fa più, hanno a che vedere con la filosofia intrinseca del film”
      D. Pulici, Nocturno
    • "Tenta e riesce a uscire dal gioco elementare del raccontino regionale. Vale il biglietto la coppia Colangeli e Monni"
      S. Dainese, QN - La Nazione - Il resto del Carlino - Il Giorno
    • “Si torna a ridere toscano”
      F. Paloscia, la Repubblica- ed. Firenze
    • “A rendere unico Sogni di Gloria sono quelle fughe nel surreale, nel visionario, che si percepiscono distintamente e che rendono ancora più godibile la visione”
      Corriere della sera – ed. Firenze
    • “Sa come restituire quell'anima agrodolce della commedia all'italiana”
      M. Chiani, MYmovies
    • "Nella provincia del malessere a colpire è soprattutto la capacità del Collettivo John Snellinberg di esplicitare problemi comuni a molti trentenni/quarantenni italiani senza mediazione, con quella schiettezza brutale tutta toscana."
      V. D’Amico, Movieplayer.it
    • "Sogni di gloria evoca un cinema italiano che pareva dimenticato"
      A. Tamigio, SilenzioInsala
    • “Guardando al lavoro di Pietro Germi o Luigi Zampa, i John Snellinberg cercano di restituire due fotografie della loro provincia toscana, calcando in modo deciso sul cinismo divertito e sul sarcasmo nero, caratteristiche proprie della loro terra. Col Monni nella sua ultima, magnifica interpretazione”
      L. Marchetti, Sentieri Selvaggi
    • “Un cocktail gustoso. Il collettivo John Snellinberg ci dimostra come altre vie alla commedia siano ancora possibili in Italia. Fondamentale la collaborazione con i Calibro 35”
      A. Schiavone, Indie-Eye
    • "Realizzato con serietà e passione da parte di un collettivo che è sicuramente uno degli elementi più innovativi e interessanti della nuova cinematografia italiana."
      InFirenze
    • “Tra crisi mistiche e amori non corrisposti, scherzi di cattivo gusto, pregiudizi razziali, camei imperdibili, memorabili partite a carte e dialoghi che ti rimangono appiccicati addosso, Giulio e Giulio si ritrovano alla fine uomini, pronti a farsi da parte per l’ultima scena: surreale e straziante come solo certo cinema italiano sa essere.”
      A. Pattume, Pratosfera

    • ... su La Banda del Brasiliano ...

    • “Un’impietosa lettura della realtà, data in pasto allo spettatore con i toni della farsa, con un’ironia che punta al sorriso e alla riflessione.”
      RAFFAELLA OLIVA, Il corriere della sera.it
    • “Grottesco e drammaticamente divertente, finalmente è arrivato il manifesto dei trentenni di oggi. Un successo meritato.”
      SARA SAGRATI, Filmtv
    • “Una vera chicca. Rabbia politica e cinema d'intrattenimento. La chiave è l'ironia. (…) Bravissimi gli attori, tra cui spicca l'ispettore sconsolato di Carlo Monni e lo strepitoso Luke Tahiti.
      FRANCESCO ALÒ, Il messaggero.
    • “Il film rivelazione di quest'anno, già vicino ad essere assunto nel paradiso dei cult.”
      CRISTINA ACCIAI, Nocturno
    • “Cultissimo. Monni nei panni dell’ispettore Brozzi è superiore.”
      MARCO GIUSTI, Stracult
    • “La banda del brasiliano è un atto di profondissimo amore verso un genere che anche i giovani iniziano ad adorare, verso un'epoca, verso un'Italia che non esiste più. E' un acutissimo grido di dolore, ma anche un atto di passione assoluta. (…) Un piccolo gioiello del nostro cinema nascosto. 4 stelle. ”
      MATTIA NICOLETTI, Metro
    • “Grande, grandissimo cinema: uno dei film, e degli esordi, più brillanti degli ultimi anni di cinema italiano, ricco di genio e povero di mezzi.”
      PAOLO PARACHINI, Cineroom
    • “La banda del brasiliano è l'urlo arrabbiato della precaria gioventù d'oggi, il manifesto "cinico, infame e violento" di un disagio generazionale. ”
      ROBERTO CASTROGIOVANNI Movieplayer
    • “La banda del brasiliano è il chiaro sintomo che qualcosa, nel mirabolante mondo del cinema in autoprodotto, si sta muovendo, sta evolvendo. (…) Ed è proprio nel suo 'cuore' politico, che il film buca lo schermo, riuscendo a veicolare riflessioni 'serie', e smuovendo le viscere e i neuroni di chi osserva.”
      DANIELE 'DANNO' SILIPO, Il mucchio
    • “E' possibile girare un film con soli 2000 euro e diventare un 'caso' cinematografico di successo, conquistando anche la critica? Sì, è possibile. E la risposta si chiama La banda del brasiliano.”
      FEDERICO BERTI, La nazione.
    • “Ogni tanto il nostro paese ci riserva delle belle sorprese, come questo film di John Snellinberg girato tra Prato, Livorno e Napoli con un budget di soli 2000 euro.”
      VALENTINA BARZAGHI, Pig Magazine
    • “Grandi i dialoghi, scoppiettanti e calibratissimi; decisamente ottima la regia e la colonna sonora. Qualche trentenne potrebbe avvisare la stessa sensazione di liberazione avvertita da qualcuno davanti a Inglorious Bastards di Tarantino.”
      ALESSANDRO PATTUME, Pratosfera
    • “Finalmente tira un vento nuovo nel cinema toscano. Un’operazione cinefila coraggiosa, che gioca con le icone del poliziottesco, ma non diventa mai una piatta riproduzione.”
      SIMONE EMILIANI, Corriere Aretino
    • “Il risultato è un mix accattivante di diversi registri, tra umorismo, ironia, dramma sociale e sequenze d'azione. Ma anche una riflessione non banale, sentita in prima persona, dell'impossibilità per il cinema indipendente italiano di costruire un vero poliziottesco rovente..”
      PIERPAOLO DE SANTIS E ALESSANDRA SCIAMANNA, Nocturno

    • ... sui videoclip...

    • “Ci si può leggere tutto dentro Monoscope, da L’occhio che uccide a Cronenberg, ma come al solito la cinefilia del collettivo trova modo di manifestarsi in maniera personale ed estrosa. Finale ultragore. Applausi.”
      NOCTURNO CINEMA su   MONOSCOPE
    • “Ritmo sostenuto, coscienza piena dei codici, trionfo di un artigianato rivendicato come cifra, sinestesia piena tra musica e immagini in un videoclip concepito come inventario di stili di cui si nutrono entrambe le passioni: quella per la musica e quella per il cinema. ”
      FILM TV su  BANDITS ON MARS
    • “Tra western e fantascienza, il collettivo pratese fa di nuovo centro, sintetizzando in quattro minuti una precisa idea di cinema tout court che mette insieme tecnica e istinto, artigianato e invenzione, autonomia creativa e altissima professionalità. ”
      INDIE EYE su  BANDITS ON MARS
    • “Un mini-film che definire videoclip sarebbe riduttivo, perchè ha una storia, un racconto vero e perchè usa correttamente un linguaggio cinematografico degno di questo nome. Ecco, ci piacerebbe vedere più cinema nei videoclip e meno videoclip al cinema. Per fortuna c'è John Snellinberg”
      SEGNOCINEMA su  THE BUTCHER'S BRIDE
  2. info@johnsnellinbergfilm.com